Mac,n - Museo di arte Contemporanea e del '900

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Enzo Faraoni

S. Stefano Magra (SP), 1920


Figlio di un capostazione originario dell’empolese, Enzo Faraoni trascorse la sua prima giovinezza tra le campagne di Montelupo e di Carmignano. A undici anni si iscrisse all’Istituto d’Arte di Porta Romana, sezione Arti Grafiche, dove insegnavano Francesco Chiappelli e Pietro Parigi, diplomandosi nel ’39 con una tesi su Van Gogh. Fu Pietro Parigi che instradò la sua forte connotazione per il segno e per il colore sul congeniale percorso della lezione di Viani. E sarà lo stesso maestro a condurlo, assieme ad Alessandrini, a conoscere Ottone Rosai. La lezione di Viani si riverbererà nei toni fondi di un Autoritratto del ’38 e nel coevo Ritratto del padre capostazione. Quella di Rosai, più ampia e coinvolgente, affinerà la sua nativa capacità di ricerca sulla verità interiore delle cose, facendolo concentrare sulla figura umana e sui ritratti, ma trovando anche una congeniale poetica nello studio della luce e dell’ombra. Dopo un’importante collettiva a San Miniato nel ’39 e quella dell’anno successivo a “La Nazione” – dove per la prima volta verrà notata la sua “vena” inalienabile di “dolore” – Faraoni terrà la sua prima mostra personale a Firenze nel ’42 alla Galleria Il Fiore, con la quale inizierà quel positivo corollario di giudizi da parte di tutta la maggiore critica italiana. Importante sarà, nei primi anni del dopoguerra, il suo coinvolgimento in dibattiti riguardo alle scelte programmatiche tra forma e astrazione al caffé delle Giubbe Rosse e in seno al movimento di Arte d’oggi.

Nella sua densa attività espositiva in Italia e all’estero, sono da registrare gli inviti alla Biennale di Venezia nel ’48, nel ’50, nel ’54 e nel 56 come alle quattro Quadriennali di Roma dal ’47 in poi. Presente alle esposizioni del Premio de Il Fiorino, che si aggiudicò nel ’61, la grafica di Faraoni riceverà nel ’68 il I Premio a Venezia nella Biennale della Grafica. Tra le molte mostre personali del dopoguerra, da segnalare le antologiche del ’69 alla Galleria Pananti, del ’74 alla Galleria Falsetti e a Bagni di Lucca con la cura di Pier Carlo Santini. Nel 1996 l’artista ha donato al Centro Attività Espressive di Villa Pacchiani a Santa Croce sull’Arno, 225 incisioni eseguite dal 1939 al ’95. Attualmente è titolare della Classe di Pittura all’Accademia delle Arti del Disegno.

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