Dopo aver compiuto studi regolari sei iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze e si diploma nella sezione pittura nel 2006. Realizza le sue opere pittoriche con tecnica mista e collage. Nel 2010 costruisce la sua prima installazione intitolata “Babele” realizzata con ferro, legno, parti meccaniche, elettriche ed elettroniche, presentata a Private Flat # 6 – Firenze. Negli 2011 e 2012 realizza altre opere “ semoventi”. Vive e lavora a Firenze in via del Podestà 155.
Vinicio Venturi partecipa nel 2005 al 4° Premio Internazionale Biennale d'Incisione città di Monsummano Terme (PT) e vince il primo premio con la linoleumgrafia di grandi dimensioni intitolata Ultima cena. Lo scopo del concorso, indetto dalla città di Monsummano, è quello di verificare l'evoluzione della grafica d'arte a livello nazionale ed internazionale nel contemporaneo, annotando i risultati ottenuti dalle varie accademie e dai singoli partecipanti. Ogni edizione conta un'ampia partecipazione di giovani studenti che si propongono con lavori interessanti, bene eseguiti, corretti, esteticamente ricercati, ma nonostante il numero elevato esistono sempre delle peculiarità che permettono alla commissione di estrapolare un vincitore e sei selezionati, senza arrivare a polemiche o contestazioni. La commissione ha il compito di mettere a confronto i diversi lavori stimolando la curiosità dei giovani studenti e spronandoli a verificare i propri limiti e le proprie certezze. Vinicio Venturi nel 2005 ha vinto il primo premio proprio perchè ha convinto con la serietà e l'onestà del lavoro presentato, dimostrando un impegno particolare anche nella scelta di eseguire un'opera di grandi dimensioni. La tecnica utilizzata è molto duttile e quindi ha permesso una grande quantità di segni che sono stati distribuiti con grande armonia ed equilibrio, accentuando il senso di dramma che questa Ultima cena, riconducibile al soggetto religioso, ma anche ad un qualunque evento laico, aveva lo scopo di rappresentare. Punto di fuga inesistente, veduta a volo d'uccello, figure bidimensionali, particolari dei personaggi, soprattutto i volti, evidenziati nonostante la distribuzione disordinata e casuale. Le sue linee si compongono in uno spazio indefinito privo di connotazioni temporali rendendo la scena pietosa e tragica.